Il trasferimento di residenza del minore tra necessità di accordo e libertà del genitore.

La decisione inerente la residenza abituale dei minori è una delle questioni di maggiore importanza per la vita del bambino  che deve essere assunta di comune accordo tra il padre e la madre, anche laddove si sia in presenza di un affido esclusivo (art. 337 ter, comma 3, c.c. e 337 quater, comma 3, c.c.) .  Non è ammissibile, quindi, una decisione unilaterale del singolo genitore, che risulterebbe anzi censurabile sia in sede civile che penale.

Pur partendo da tali principi, però, in caso di trasferimento, si pone un delicato problema di bilanciamento degli interessi del figlio a mantenere un collegamento con il territorio, i punti di riferimento scolastici, le relazioni affettive e prim'ancora un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori nel luogo della residenza attuale e l'interesse di un genitore a trasferirsi in altro luogo, interesse quest'ultimo che costituisce esercizio di un diritto di rango costituzionale protetto e garantito dall’art. 16 Cost. che non può essere compresso per il solo fatto che tale genitore dovrebbe portare con sè i figli.

Tuttavia, se è vero che il genitore è libero di mutare la propria residenza, egli non può portare con sè i figli in assenza del consenso dell’altro genitore e, in caso di disaccordo, sarà il Giudice a stabilire se risponde o meno maggiormente agli interessi dei figli il trasferimento unitamente al genitore oppure la collocazione prevalente presso l'altro genitore (così Cass. Civ. n. 18087/16; Cass.civ. n. 9633/15).

Va in primo luogo chiarito che, nel bilanciamento di tali interessi, il Giudice può autorizzare il trasferimento di residenza del genitore istante e la collocazione del minore presso tale genitore solo se detta decisione sia rispondente all’interesse morale e materiale del figlio.

In particolare, deve essere dimostrato che il trasferimento di residenza non pregiudichi lo sviluppo della personalità del minore e i suoi interessi morali e materiali e che possa essere assicurato ugualmente, anche in caso di trasferimento, il suo diritto a mantenere un rapporto significativo e continuativo con l'altro genitore e con il ramo parentale di quest’ultimo.

Il genitore che decida di trasferire il figlio senza il preventivo accordo con l'altro o una decisione del Giudice si espone invece al rischio di essere sottoposto anche ad un procedimento penale laddove l'allontanamento del bambino impedisca all'altro genitore l'esercizio della responsabilità genitoriale: anche di recente la Suprema Corte ha infatti affermato che "il genitore che si propone di modificare il luogo di vita del minorenne non può procedere all'insaputa dell'altro genitore e, se non ne ottiene il consenso, deve rivolgersi all'Autorità giudiziaria perchè il fatto stesso della compromissione dell'armonico esercizio delle prerogative genitoriali lede l'interesse protetto dalla norma incriminatrice" relativa al reato di sottrazione di minori" (Cass. pen. n. 2671/2017)

@Avv. Alberta Martini Barzolai

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23-6-2019